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Il chimico che svela le false auto storiche

chimico-auto-storicheLa passione per le auto d’epoca coinvolge tantissime persone, siano essi amanti dei tempi che furono o semplici automobilisti che puntano a risparmiare sulla polizza auto.
Tra convenienza fattori estetici, le auto d’epoca sono tra le più ricercate, e ovviamente all’innalzarsi della domanda, cresce parallelamente il numero di truffatori che provano trarre un guadagno giocando sulla scarsa informazione della massa

Il mercato inerente a questa categoria di veicoli si presta egregiamente alla speculazione, e proprio con l’intento di combattere questo fenomeno il giovane chimico Fabio Trivellin, studente presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, ha deciso di approfondire il discorso nella sua tesi di laurea.
Discussa il 30 Ottobre presso l’Aula Baratto della sede centrale, la tesi dal titolo “Un primo approccio alla tutela e salvaguardia dell’automobilismo storico: caratterizzazione di acciai provenienti da vetture del Museo Alfa Romeo” potrebbe aprire nuovi scenari nel mondo delle auto d’epoca, smascherando eventuali falsari che fino a qualche tempo fa hanno agito pressoché indisturbati.

La soddisfazione per il progetto di ricerca portato avanti da Fabio Trivellin trapela anche dalle parole del suo relatore, Rossano Piazza: “Abbiamo inaugurato una nuova tematica di ricerca. Questo studio ha acceso i riflettori su un settore sorprendentemente poco esplorato dal punto di vista scientifico nell’ambito dei beni culturali, e ha come obiettivo la valorizzazione di un patrimonio tipicamente italiano”

Lo studio è incentrato sull’unica parte che rimane inalterata nel corso degli anni: il telaio. Bisogna specificare che la ricerca condotta da Trivellin non fornisce nessuna soluzione definitiva al problema dei ‘falsi storici’, ma apre le porte verso un nuovo approccio alla materia, tracciando una strada nuova ed affascinante.

La pratica utilizzata consiste nell’analisi dell’acciaio utilizzato in fase di produzione del telaio, sia attraverso tecniche analitiche non invasive da applicare in loco, sia tramite l’analisi in laboratorio.
Questa nuova metodologia si inserisce in un progetto di più ampio respiro, che ha coinvolto sia l’ateneo Ca’ Foscari che l’università di Padova, in collaborazione con il Cnr-Idpa. Senza considerare la grande attenzione prestata dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese, unitamente a tante piccole aziende lombarde.

Il problema principale è che tantissime auto considerate ‘storiche’ di datato hanno soltanto i documenti, facendo si che i proprietari possano usufruire dei forti sconti sulle assicurazioni, l’esenzione dal bollo auto e la possibilità di circolare in alcune aree a traffico limitato. Un danno economico che grava in primo luogo sulle casse dello stato, il primo ad essere danneggiato dalla pratica messa in atto dai falsari.

Secondo le normative vigenti, sono da considerarsi d’epoca tutti i veicoli che sono stati costruiti da oltre trent’anni, – o in alcuni casi quelli compresi tra i 20 e i 30 – nei quali l’anno di immatricolazione coincide con l’anno di costruzione degli stessi. Inoltre non devono essere adibiti ad uso professionale o utilizzati nell’ambito di un’attività d’impresa, pubblica o privata che sia.
Inoltre se il proprietario è in possesso di un attestato di storicità rilasciato dall’ASI – Auto-Moto Club Storico Italiano – non è necessario nemmeno il pagamento della tassa di circolazione annuale, dell’importo di 28,40€ per le auto e 11,36€ per le moto.

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